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Il discorso del Sindaco Gianguido D'Alberto per il decennale della scomparsa di Marco Pannella

Il ricordo del leader radicale durante la cerimonia commemorativa

Data :

19 maggio 2026

Categorie:
Comune
Il discorso del Sindaco Gianguido D'Alberto per il decennale della scomparsa di Marco Pannella
Municipium

Descrizione

Oggi, nel decennale della scomparsa di Marco Pannella, la città di Teramo, la sua città, si stringe attorno al suo ricordo. 

La sua assenza, oggi, è più viva che mai: in questo tempo che stiamo vivendo, dove i diritti sociali e civili sono troppo spesso sotto attacco, dove la guerra priva ovunque intere popolazioni della propria dignità, dei propri diritti, dove non si riesce a riprendere quel processo di costruzione dell’Europa di cui Pannella è stato uno dei principali sostenitori, le sue battaglie restano più che mai attuali.

Perché ci sono figure che non appartengono soltanto alla cronaca politica del proprio tempo, ma alla storia civile di un Paese. E Marco Pannella è stato, e continua ad essere, una di queste figure.

Un uomo che con la forza delle idee, con la radicalità mite e ostinata della nonviolenza, con una passione civile che non ha mai conosciuto confini, ha combattuto battaglie che allora sembravano impossibili e che oggi riconosciamo come conquiste fondamentali di libertà, di dignità, di progresso umano.

Marco Pannella è stato uno straordinario esempio di coraggio, lungimiranza politica, intelligenza civile e amore per la libertà.

Diritti civili, diritti umani, giustizia, condizione carceraria, libertà individuali, accoglienza, Europa, ambiente, democrazia, partecipazione: sono state queste le sue frontiere. Frontiere che ha saputo spostare più avanti, spesso in solitudine, spesso controcorrente, sempre con quella ostinazione che appartiene ai grandi innovatori.

E proprio perché la sua figura ha avuto un profilo internazionale, è ancora più forte per noi il dovere di ricordarne le radici teramane.

Quelle radici teramane che non ha mai dimenticato ma che, al contrario, ha sempre rivendicato con forza. Teramo era la sua città, quella della sua famiglia, dell’infanzia, dei ritorni, delle amicizie custodite nel tempo. Era il luogo che egli evocava spesso come segno distintivo di un temperamento brillante, vitale, anticonformista.

Una teramanità che non ha mai fatto rima con provincialismo ma che, al contrario, ha rappresentato una radice aperta al mondo. Da Teramo, Marco, ha gettato i semi del suo agire politico: il civismo inteso come libera aggregazione di cittadini attorno a un progetto comune, la partecipazione come esercizio quotidiano di democrazia, l’attenzione all’ambiente, la cura del patrimonio storico e culturale, la difesa della città come bene comune.

Non possiamo dimenticare la stagione in cui Marco Pannella sedette tra i banchi del Consiglio Comunale di Teramo. Fu una stagione intensa, vivace, appassionata, nella quale portò anche nella vita amministrativa cittadina la sua idea alta della politica. Una politica contraria alle rendite, alle clientele, alle successioni familiari, ai poteri consolidati, capace di scardinare abitudini, di disturbare le coscienze, di rimettere al centro il cittadino e la comunità.

Tra le sue battaglie più significative per Teramo resta certamente quella per il recupero del teatro romano, condotta quando ancora sembrava difficile immaginare un futuro diverso per quel luogo. Per questo, l’intervento di rifunzionalizzazione non può che essere anche un tributo alla sua memoria.

Marco amava Teramo con radicalità. La amava nei suoi luoghi, nelle sue tradizioni, nei suoi affetti, nelle sue espressioni dialettali, nella sua cucina, nelle sue memorie familiari. La amava al punto da voler riposare qui, nel cimitero di Cartecchio, accanto ai suoi cari.

Teramo, a sua volta, non ha mai dimenticato Marco e lo ha riconosciuto e onorato in più occasioni, intitolandogli, da ultimo, il viale adiacente ai giardini intitolati a Ivan Graziani, altro grande teramano, vicino alla casa natale di Pannella. Un viale che guarda verso il tribunale, luogo simbolico di quella giustizia per la quale Marco ha speso tante energie e tante battaglie.

In occasione di questo decennale è stato reinstallato, sulla relativa stele, il volto di Marco: il volto di un uomo che ha fatto della politica una missione civile e della propria vita uno strumento di lotta non violenta.

Oggi più che mai, in un tempo nel quale i diritti non possono mai essere considerati acquisiti per sempre, la memoria di Marco Pannella ci ricorda che la libertà va difesa ogni giorno. Che la democrazia vive solo se è partecipata. Che la politica è nobile quando non serve se stessa, ma la comunità. Che anche da Teramo possono partire idee capaci di parlare al mondo.

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2026, 11:38

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