Descrizione
Il 19 giugno, alle ore 18:00, a L’ARCA, sarà inaugurata “Wonderland”, la mostra diffusa di Filippo Tincolini e Laura Veschi, curata da Alessandro Romanini. con progetto espositivo e concept di Roberto Spinetta.
Il progetto, curato da OUR Studio e HC Art Gallery, è stato promosso dal Comune di Teramo, dal Polo Museale Teramo e dallo Spazio Multiculturale Ca.Fè e vede il patrocinio del Consiglio Regionale Abruzzo e della Provincia di Teramo.
Un’esposizione diffusa, che ha visto un impegno particolare da parte del Polo Museale della Città di Teramo, in particolare per quanto riguarda l’allestimento, che va a valorizzare il legame tra Teramo e l’arte contemporanea così come il legame tra Teramo e il fantastico.
Il nucleo centrale della mostra, ospitato a L’ARCA, è costituito dalle opere della serie Ancient Gods, attraverso cui Filippo Tincolini indaga la sopravvivenza degli archetipi nel presente.
Figure provenienti dall’immaginario contemporaneo vengono reinterpretate attraverso il linguaggio della scultura in marmo e ricondotte alla loro dimensione mitica e universale.
Nelle sale del Laboratorio di Arte Contemporanea, in particolare, saranno esposte le sculture Diana, Bust of Dioniso, Hand of Justice, Daughter of Nyx, Camazotz, Nemean, Shield and Rock, Bust of Dedalo e Aracne Head.
A dialogare con le sculture, una serie di fotografie di Laura Veschi dedicate alle opere in mostra – Diana, Bust of Dioniso, Hand of Justice, Daughter of Nyx, Camazotz, Nemean, Nemesis, Bust of Dedalo, Aracne Head, Teseo Head, Nemean Head,Thor Hammer e Lu Mazzamurellu – attraverso le quali offre una lettura personale e autonoma del mito contemporaneo elaborato da Tincolini. Foto che non si limitano a documentare le opere, ma le reinterpretano attraverso il colore, la luce e una sensibilità quasi cinematografica, trasformandole in apparizioni sospese tra realtà e immaginazione.
Completa il percorso l’installazione di Laura Veschi “Immagini e suoni del marmo”, dedicata al mondo delle cave e dei laboratori, luogo originario in cui la materia prende forma e il marmo si trasforma in racconto.
Da L’ARCA, il percorso espositivo proseguirà toccando i principali spazi e luoghi della città, portando alcune opere a diretto contatto con cittadini e visitatori, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’arte come esperienza pubblica e condivisa.
Il percorso urbano vedrà l’esposizione di Lu Mazzamurellu al Castello Della Monica, Teseo Head in Via Melchiorre Michitelli, Hand of Justice in Via del Vescovado, Thor Hammer in Largo Melatino, Mario Bross allo Spazio Multiculturale Ca.fè, a San Nicolò.
Due opere, in particolare, Lu Mazzamurellu e Mario Bross, che non appartengono alla serie Ancient Gods, sono state collocate in luoghi altamente significativi della città. La prima, esposta al Castello Della Monica, nasce da una rilettura contemporanea di una figura della tradizione popolare abruzzese e teramana: presenza ambigua e sfuggente della cultura orale locale, che Tincolini trasforma in una forma plastica capace di dialogare con il presente. La seconda prende invece una delle immagini più riconoscibili dell’immaginario globale e la restituisce al marmo, sottraendola alla dimensione commerciale per riportarla a una funzione simbolica e universale.
In entrambe le opere emerge uno dei temi centrali della ricerca di Tincolini: la capacità del mito di mutare forma e continuare a vivere, attraversando culture, epoche e linguaggi differenti.
Wonderland diventa così un viaggio tra archetipi e contemporaneità, tra pietra e immagine, tra memoria e immaginazione. Un invito a riconoscere, nelle figure del presente, la persistenza di storie che continuano ad accompagnare l’esperienza umana e a generare quella meraviglia che, fin dall’antichità, costituisce l'origine di ogni conoscenza.
“Ospitare a l’ARCA la mostra “Wonderland”, che raccoglie una selezione di opere dello straordinario artista Filippo Tincolini, accompagnate dalle fotografie di Laura Veschi, è per noi motivo di grande soddisfazione - sottolinea il Sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto - questa esposizione, che conta anche un’opera unica ispirata al folclore abruzzese e teramano, rappresenta infatti un importante tassello di quel percorso di valorizzazione dei luoghi della cultura che ha sempre guidato l’azione di questa Amministrazione. Luoghi all’interno dei quali l’ARCA- Laboratorio per le arti contemporanee ha sempre rappresentato uno spazio dedicato alla sperimentazione, tanto da diventare in questi anni un punto di riferimento strategico per l’arte contemporanea. Questa mostra, inoltre, nel valorizzare il legame tra Teramo e l’arte contemporanea, va a promuovere anche il legame tra Teramo e il fantastico. Un legame che affonda le sue radici nel tempo e rappresentato da eccellenze quali il disegnatore e fumettista Carmine Di Giandomenico, che ha portato il nome della nostra Città a livello internazionale”.
“Portare a Teramo “Wonderland, il nuovo progetto espositivo di Filippo Tincolini, rappresenta una straordinaria occasione per la nostra comunità - commenta l’Assessore alla Cultura Stefania Di Padova - questa esposizione rappresenta infatti un vero e proprio viaggio immersivo e suggestivo nell’immaginario contemporaneo e va a valorizzare non solo l’ARCA, che si conferma uno spazio dinamico, capace di ospitare proposte artistiche di livello nazionale e internazionale, e vero e proprio luogo di sperimentazione, ma tutti i principali luoghi del cuore della nostra città. Non posso dunque che ringraziare gli artisti, Filippo Tincolini e Laura Veschi, i curatori, tutto il Polo Museale, che ha collaborato attivamente alla realizzazione della mostra”.
“Il mito non è mai morto: ha solo cambiato volto - spiega Filippo Tincolini - con Wonderland porto il marmo fuori dal museo, tra le strade di Teramo, perché torni a parlare a tutti come faceva un tempo. E sono felice che Lu Mazzamurellu, sia nato dallo spirito di questa terra, che ha sempre abitato”.
“Non fotografo le sculture, le ascolto - sottolinea Laura Veschi - cerco l’istante in cui la luce trasforma il marmo in apparizione. In Wonderland le mie immagini sono una voce che dialoga con quella di Filippo e raccontano il luogo dove tutto comincia: la cava, il gesto, la meraviglia che precede la forma”.
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Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026, 11:33