Ricostruzione, il 15 Gennaio mobilitazione dei Sindaci del cratere a Roma

L’inizio del nuovo anno non modifica la posizione sull’intensità dell’azione dell’ANCI in merito alla necessità di sbloccare e far partire realmente la ricostruzione del cratere sismico del Centro Italia; anzi il livello della tensione e della spinta istituzionale e quello delle sollecitazioni delle comunità dei territori, saranno ulteriormente incrementati.
L’approvazione del Decreto Sisma con la conversione in Legge di fine anno, non ha soddisfatto le richieste riassumibili nell’immagine di uno shock da introdurre con il ricorso a misure straordinarie e forti, rispetto a una situazione gravissima, ferma praticamente da tre anni. Così, si continua a lavorare con misure ordinarie, perpetrando le lentissime procedure della ricostruzione pubblica e privata.
Pertanto già nel mese in corso, torneremo a reclamare con forza i diritti delle nostre popolazioni, con una mobilitazione pubblica e istituzionale in programma per il 15 Gennaio, come preannunciato, che si espliciterà in una iniziativa congiunta di tutti i 138 Sindaci  del cratere sismico, a Roma. Sarà una mobilitazione forte, istituzionale, per dare un segnale di contrarietà rispetto alla sottovalutazione subìta in questi tre anni e soprattutto per lanciare una spinta diversa, un passo diverso, e riaprire subito il tavolo normativo.
Il Decreto Sisma è stato positivo laddove ha aperto un campo di discussione, ma le misure introdotte, come detto,  non sono state sufficienti.  Occorre riaprire il tema: farlo con il Governo, con il Parlamento, con i nostri rappresentati istituzionali a Roma che devono essere portatori e portavoce delle istanze dei territori per trasformarle nelle norme di cui abbiamo bisogno.
L’iniziativa pubblica, la mobilitazione di tutti i Sindaci, promossa dall’ANCI del cratere sismico, ha l’obiettivo di alzare il livello della tensione istituzionale e il livello della voce dei territori che sono stati totalmente schiaffeggiati da chi ha gestito negli ultimi tre anni la ricostruzione post-terremoto.

E poi c’è il tema che va sollevato subito ed è la prima decisione che ci attendiamo nel nuovo anno: quello della figura e della struttura commissariale. Scaduto il 31 dicembre il termine ordinario del Commissario Farabollini, noi abbiamo una preoccupazione: chiediamo al Governo di non lasciare vuoti e di intervenire subito con la scelta del nuovo Commissario e la definizione della nuova struttura commissariale.  Non  vogliamo prorogatio, quindi con limitatezza di poteri, ma immediata operatività. Ciò che chiediamo lo abbiamo già detto e torniamo a ribadirlo: è necessario un Commissario di alto profilo politico, nel senso elevato del termine, una figura che abbia l’autorevolezza, la credibilità e  la forza politica di raccogliere le istanze dei territori, dei Comuni, dei Sindaci, delle comunità, dei tecnici degli USR, delle Regioni e le porti con energia e autorevolezza al tavolo del Governo per rappresentarle e trasformarle in decisioni. Un Commissario, perciò, che sia presente all’interno di Palazzo Chigi e quindi che possa dialogare quotidianamente col Governo, non una mera struttura burocratica. Non abbiamo bisogno di un tecnico, serve una figura commissariale politica che riassuma in sé  autorevolezza, credibilità, forza, rappresentanza delle istituzioni; un Commissario che  sia pienamente rappresentante del Governo.  Abbiamo bisogno di un interlocutore che sia capace di dare risposte ad un territorio le cui esigenze fino ad oggi sono state gravemente sottovalutate.

14 gennaio 2020
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